Chiesa e scienza. Non solo dogmi per la religione ma anche progresso. Chi sono stati i sacerdoti astronomi? Dopo Lacaille e Piazzi, ecco Secchi e Lamaitre.

Angelo Secchi e l’astronomia fisica

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Padre Angelo Secchi

Sacerdote gesuita (1818-1878), oltre che di astronomia, con innumerevoli studi, lavori e pubblicazioni, si occupò di meteorologia, più in generale di geofisica, paleontologia e archeologia.

Grazie a lui, l’Astrofisica, che lui definiva astronomia fisica, ottenne lo status di disciplina scientifica.

Fu personaggio difficile sia per la chiesa che per la comunità scientifica, perché, forte del suo intelletto, della passione per lo studio e la divulgazione della scienza e dell’astronomia in particolare e della stima di molti colleghi, non era avvezzo a compromessi di sorta, soprattutto se di interesse economico o utilitaristico.

L’astronomia fisica di cui si occupava consisteva nello studio di sistemi binari di stelle, sistemi multipli e ammassi stellari, dei movimenti delle stelle e delle loro caratteristiche superficiali.

Così nasce l’astrofisica

All’epoca ancora si riteneva che una stella emettesse energia per contrazione gravitazionale. Non si sapeva ancora che l’energia proviene dalle reazioni di fusione nucleare nel caldissimo nucleo. Padre Angelo Secchi si occupò, tra l’altro, di studiare le caratteristiche superficiali delle stelle (il colore che dipende essenzialmente dalla temperatura) e lo spettro, cioè, l’analisi della luce scomposta nelle righe che la compongono (una sorta di arcobaleno esteso) e capì che colore e radiazione provenienti dalle stelle sono legati alla temperatura. Questa determina la presenza di certe righe spettrali che danno un’idea della composizione della stella che a sua volta può darci informazioni sulla sua evoluzione.

In base a colore e righe spettrali, Secchi formulò una prima classificazione delle stelle, basata su colore e righe o bande spettrali predominanti e suddivise le stelle in tre classi prendendo per ciascuna un prototipo (Vega, Alfa Herculis e Sole).

Migliorando le misure, Secchi perfezionò la prima classificazione, raffinando e aumentando il numero delle classi.

Secchi: la classificazione di Harvard

Questo portò infine alla stesura della classificazione di Harvard, la più usata, che suddivide le stelle nelle classi O, B, A, F, G, K, M (che gli studenti di Harvard ricordavano usando la frase Oh! Be A Fine Girl, Kiss Me). Le stelle sono divise a loro volta in sottoclassi e con alcune ramificazioni, ma sempre sul modello stabilito da Angelo Secchi, basato su temperature e principali righe e bande spettrali.

Semplificando molto le cose. In ordine decrescente di temperature. Le stelle sono di tipo:

  • O sono blu-azzurre, con temperature che possono essere anche di decine di migliaia di gradi.
  • M sono stelle rosse fino ai circa tremila gradi.
  • B (bianco-azzurre).
  • A (bianche).
  • F (bianco-gialle).
  • G (gialle e il Sole è di tipo GII e ha una temperatura superficiale intorno ai 5800°).
  • K (arancioni).

Altri importanti contributi da Angelo Secchi sono gli studi sulle interazioni Sole-Terra e protuberanze solari, testimoniate da un elevato numero di pubblicazioni.

Noto anche per le diatribe con Schiaparelli, uno dei più grandi astronomi italiani, con la chiesa, con il mondo accademico e con gli stessi gesuiti, morì in piena attività appena sessantenne.

Georges Lemaitre: tra Chiesa e Scienza

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Lemaitre al centro vicino a Einstein

Di origine belga (1894-1966), intorno ai venti anni si ritrovò impegnato su tre fronti, quello della prima guerra mondiale dove partecipò anche a cruente battaglie e tra queste coltivò i suoi due grandi ideali: sacerdozio e ricerca scientifica. Alternava la lettura delle sacre scritture a quella dei trattati del grande matematico Poincaré.

Subito dopo la guerra conseguì l’analogo di un master in matematica ed entrò in seminario, dove venne nominato sacerdote nel 1923, con il permesso nel frattempo di proseguire i suoi studi.

Una borsa di studio gli permise di studiare a Cambridge coi il grande fisico inglese Sir Arthur Eddington, uno dei massimi esperti di relatività (noto per essere stato il primo a verificare la validità della Relatività Generale, dimostrando, durante un’eclissi totale di Sole, che la presenza di questo deviava la luce delle stelle vicine).

La notorietà di Lemaitre nella storia della cosmologia si deve al fatto che, prima ancora della prova sperimentale, dimostrò quella che oggi è definita legge di Hubble (Hubble scoprì che oltre una certa distanza le galassie si allontanano da noi tanto più velocemente quanto più sono lontane) e che si collega all’espansione dell’universo.

In pratica, Lemaitre trovò una soluzione delle equazioni di Einstein, in cui l’Universo si espandeva e così facendo allontanava le galassie tra loro e da noi. Le galassie restano al loro posto, è l’Universo, la struttura geometrica che le regge, che si gonfia e le allontana (basta immaginare dei puntini disegnati su un palloncino. A mano a mano che il palloncino si gonfia, i puntini si allontanano tra loro).

Lemaitre, Einstein e l’universo

Ipotizzò un universo nato da una singolarità iniziale, uno stato fisico di materia ed energia estremamente addensata, da cui è partito quello che oggi ancora chiamiamo Big Bang, nome però che fu dato a quell’ipotesi per dileggiarla, da parte di Fred Hoyle, un astrofisico favorevole alla allora predominante teoria dello stato stazionario, accettata dallo stesso Einstein.

Teorizzò la possibilità, oggi osservata di fasi in cui l’Universo potesse accelerare il tasso di espansione, attribuendo questo alla costante cosmologica introdotta da Einstein nelle sue equazioni, quella che oggi molti cosmologi associano all’energia oscura e che lui legò anche ai principi della fisica quantistica.

Fu tra i primi che parlò della possibilità che il Big Bang potesse avere dato luogo a una sorta di residuo fossile, puntualmente confermato con la scoperta della cosiddetta Radiazione di Fondo a Microonde, una radiazione che permea l’universo e permette di studiare le sue prime fasi, nonché la sua evoluzione.

E tutto questo senza trascurare l’aspetto religioso della sua vita.

Benvoluto e rispettato nella comunità scientifica e nella chiesa, ebbe cariche importanti grazie a Giovanni XXIII e Paolo VI.

Non sono quelli illustrati gli unici esempi, ma sono i più importanti per quello che hanno dato alla scienza, in questo caso all’Astronomia, all’Astrofisica, alla Cosmologia uomini di chiesa, controbilanciando in qualche modo quello che per secoli la Chiesa ha tolto, ostacolando il progresso delle stesse.

SE VUOI VEDERE GLI ALTRI SACERDOTI ASTRONOMI CLICCA SULLA PARTE 1

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