Woody Allen e l’amore, da Io e Annie a 500 Giorni Insieme cambia la commedia romantica grazie al genio umorista dell’epoca contemporanea.
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Rubrica di Roberta Todaro
Woody Allen, pseudonimo di Heywood Allen, nato New York il 1º dicembre 1935. Regista, sceneggiatore, attore, comico, clarinettista, compositore, scrittore e commediografo statunitense. Tra i principali e più celebri umoristi dell’epoca contemporanea, grazie all’intensa produzione cinematografica (con una media di quasi un film all’anno), ai testi comici e alle gag che ha iniziato a comporre già in età adolescenziale.
Allen è indubbiamente uno dei più grandi registi e cabarettisti di tutti i tempi.

WOODY ALLEN: Autobiografico grottesco

La sua fortuna che è anche la sua sfortuna è di aver messo in tutti i suoi film se stesso. Infatti tutte le sue pellicole, oltre ad avere una cifra stilistica che è solo ed esclusivamente sua, sono tutti autobiografici o semi-autobiografici tranne forse una tra le più recente pellicola. Lo straordinario Match point.
Questo è sempre stato stato il suo punto di forza in quanto la sua ironia e la sua vita grottesca affascinano da sempre lo spettatore. Tutto ciò è diventato una sfortuna dal momento in cui la sua vita privata ha urlato allo scandalo con le pesanti accuse dell’ex moglie, Mia Farrow, attrice protagonista delle sue più premiate e apprezzate pellicole, di violenza sessuale sulla loro figlia, che allora aveva appena 7 anni. E sulla sua relazione con la figlia adottata da Mia Farrow e il suo ex marito André Previn, Soon-Yi Previn, allora ventenne.
La relazione nonostante i 35 anni di differenza dura tutt’ora. Sono felicemente sposati e proprio un mese fa la donna ha rotto il silenzio dichiarando suo marito completamente innocente da quelle accuse del passato. Così come lo ha sempre difeso l’altro figlio, Moses, presente quel fatidico giorno e che allora aveva quattordici anni.
Per le accuse di abusi sulla figlia è stato completamente assolto. Nonostante questo la figlia, ora trentenne, nel 2014 ha ribadito che la violenza è avvenuta.
Non sapremo mai quale sia la verità ma per un talento così immane cercheremo di discernere la sua vita privata e la sua arte perché, davanti a tanta genialità e bravura, ci diventa davvero difficile, non ammirarlo e non adorare certi capolavori che ha sfornato.

Io e Woody Allen

Io personalmente devo tanto alla sua filmografia: Amore guerra, Zelig, Manhattan, Lo stato libero di bananas e Io e Annie. Tra tutti, questi film hanno segnato tutta la mia scrittura. Mi hanno dato ispirazione per tutte le mie sceneggiature, la mia passione per il cinema e, pur di sembrare esagerata, tutta la mia esistenza.
Lo stile raffinato e spesso cerebrale l’ha reso uno degli autori più rispettati, punto di riferimento della commedia americana moderna.
I temi affrontati da Allen, che spaziano dalla crisi esistenziale degli ambienti intellettuali alla rappresentazione spesso autoironica della comunità ebraica newyorkese. Risuona la critica alla borghesia e quella del capitalismo. I film rispecchiano la sua passione per la letteratura, la filosofia, la psicoanalisi, il cinema europeo, il jazz e soprattutto per la sua città natale, New York, dove vive e dalla quale trae continua ispirazione. Soffermiamoci sul film considerato da sempre, dai fedelissimi di Woody così come dal pubblico in generale, come il “film del cuore” , (in un eterno ‘duello’ con Manhattan , di poco successivo),  Io e Annie!

Io e Annie: l’influenza sulla commedia romantica

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Scena memorabile di IO E ANNIE
Il film rappresenta un’opera davvero unica sia nel panorama del cinema americano degli anni Settanta, sia nel contesto della filmografia coeva di Woody Allen. Il mattatore di New York fino a quel momento era noto in prevalenza per farse parodistiche e surreali. Prendi i soldi e scappa, Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere e Amore e guerra.
Da allora Io e Annie avrebbe esercitato un’influenza imprescindibile sul genere della commedia romantica. Di questa influenza si possono cogliere tracce palesi perfino in altri piccoli e grandi cult movie. Da Harry, ti presento Sally al più recente 500 giorni insieme.
Del resto, che Io e Annie fosse destinato a entrare a far parte della cultura e della memoria collettiva dev’essere apparso evidente praticamente da subito. E’ la love story fra Alvy Singer, comico newyorkese considerato l’ideale alter ego di Allen, e Annie Hall, che dà il titolo al film nella versione originale (un affettuoso omaggio alla Keaton, il cui vero nome è Diane Hall).
Il film incantò gli spettatori fin dalla sua uscita nelle sale, il 20 aprile 1977, diventando il maggior successo commerciale di Allen e vince molti premi. Cinque BAFTA Award, un Golden Globe per la Keaton e quattro Oscar: miglior film, regia, attrice e sceneggiatura originale.
Io e Annie compie un’impresa che ha del miracoloso. La sua godibilità, il suo humour e la sua acutezza riescono ancora oggi ad arrivare dritti al cuore.
Il film parla di noi stessi e delle nostre nevrosi che si acutizzano ed enfatizzano nei rapporti di coppia. Una pellicola di una bellezza senza tempo!

IO E ANNIE: La vita e l’amore

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Locandina IO E ANNIE
Il comico Alvy Singer alter ego di Allen si è lasciato con Annie Hall. Dopo un anno circa di relazione si ritrova ora a raccontare la storia del loro rapporto. Cerca di capire quali suoi problemi sviluppati durante l’infanzia (depressione, nevrosi) possano essere stati complici della fine della storia.
Partendo dal loro primo incontro, Alvy spiega l’evoluzione del loro amore, dalle prime fasi di felicità al deterioramento, fino alla definitiva rottura.
Al tempo stesso cinico e romantico, malinconico ed esilarante il film fa ridere, tanto, tanto quanto fa riflettere.
Io non vorrei mai appartenere a nessun club che contasse tra i suoi membri uno come me“. È la battuta chiave della mia vita di adulto in relazione alle mie relazioni con le donne. (Woody Allen)
Pensate se in un lontano futuro i nostri discendenti si interrogheranno sulla realtà dei rapporti di coppia negli ultimi decenni del ventesimo secolo.
Non ci sarebbe probabilmente una testimonianza migliore di questo assurdo intreccio di desideri, insicurezze e nevrosi di Io e Annie .
In maniera semi-autobiografica racconta la relazione fra Woody Allen e Diane Keaton. La pellicola del regista newyorkese ha saputo raccontare il sentimento amoroso e le sue contraddizioni come nessun altro film era riuscito a fare prima di allora. Con sincerità, profondità ma soprattutto un’ironia che da lì in poi sarebbero diventati marchi di fabbrica del cinema alleniano.
Fin dal suo incipit, Io e Annie rompe con le convenzioni della commedia sentimentale per coinvolgerci in maniera diretta nel flusso di coscienza del protagonista. Camera fissa, sguardo rivolto allo schermo e rottura della “quarta parete”. Così Alvy/Allen ci espone la sua tragica visione dell’esistenza. “Essenzialmente, è così che io guardo alla vita: piena di solitudine, di miserie, di sofferenze, di infelicità, e disgraziatamente dura troppo poco”.

Manuale del “Come finire un film” by WOODY ALLEN

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A conclusione di un film meraviglioso, Alvy ci informa che lui e Annie si sono rivisti un’ultima volta, dopo la loro separazione. Sulle note di Seems Like Old Times, cantata dalla voce di Diane Keaton, si susseguono i flashback dei momenti trascorsi insieme. Una dolcissima parentesi di nostalgia e di rimpianto. A suggellare la memoria del loro rapporto, Alvy/Woody ci consegna un’ultima, impagabile riflessione sul significato delle relazioni umane. “E io pensai a quella vecchia barzelletta, sapete, quella dove uno va da uno psichiatra e dice: ‘Dottore, mio fratello è pazzo: crede di essere una gallina’. Il dottore gli dice: ‘Perché non lo interna?’, e quello risponde: ‘E poi a me le uova chi me le fa?’. Beh, credo che corrisponda molto a quello che penso io dei rapporti uomo/donna. Sono assolutamente irrazionali, e pazzi, e assurdi… ma credo che continuino perché la maggior parte di noi ha bisogno di uova “.
Sul serio, riuscite a immaginare un finale più perfetto di così? 
Tornerò a parlare presto di questo folle genio.
Buona serata dalla vostra italiana filmivora media Roberta Todaro

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