Inter-Milan. Il Derby della Madonnina. Le 5 partite storiche del Derby di Milano. Dalla rivalità sociale a quella calcistica.

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Rubrica di Lorenzo Calvani

Si giocherà il Derby di Milano. Milano che vuole tornare a contare nel calcio. Il Derby di Milano è il derby più longevo del campionato di Serie A. Tranne qualche fermo per la guerra e 2 retrocessioni del Milan, si gioca ininterrottamente dal 1909. Un complessivo di 222 partite, di cui 169 in campionato.

In vantaggio l’Inter con 62 vittorie, 55 i pareggi, 51 le vittorie rossonere. Andriy Shevchenko miglior marcatore della storia del derby.

Quali sono stati i 5 derby memorabili?

Partita con più gol

6 Novembre 1949
Inter-Milan 6-5

milan inter 1949
Milan-Inter 1949

Lotta a tre per lo scudetto. Oltre alla temibile Juventus, che se lo aggiudicò alla fine, ci sono l’Inter dell’attacco atomico con Lorenzi-Wilkes-Amadei-Nyers e il leggendario Milan del Gre-No-Li. Tempi in cui il giuoco del calcio era meno bello ma più sparagnino di gol. A fine campionato il Milan ne segnò 118.

Si comincia, e si scatena il Milan: Candiani, un’ala non molto dotata in fatto di classe, ma con un sinistro micidiale, va a segno due volte nel giro dei primi 6 minuti. L’Inter sembra annichilita. San Siro è un fremito rossonero. Riduce le distanze il solito Nyers, con un missile ravvicinato , ma Gunnar Nordhal riporta in alto i rossoneri, che vanno alla pausa in vantaggio per 3 a 1. Sembra fatta, il bello deve ancora venire. Si riprende con il Milan ancora in cattedra, adesso tocca a Liedholm spedire in fondo al sacco. 4 a 1. I poveri tifosi interisti sono allibiti e già pensano agli sfottò del giorno dopo.

Wilkes monta in cattedra. Amadeo Amadei, “core de Roma”, segna due volte in rapida successione. Nyers batte alla sua maniera un rigore. Poi realizza Lorenzi, detto “Veleno”. E l’Inter, incredibilmente passa in vantaggio per 5-4. Ma il Milan non s’arrende e ritorna all’attacco.

Succede di tutto. C’è una rimessa laterale lunghissima di Liedholm, un colpo di testa di Gren. Franzosi, il portiere nerazzurro, esce ma Annovazzi lo precede, entra di petto e di destro realizza il gol del pareggio: 5-5. Appena un minuto dopo Campatelli tira da lontano e la palla colpisce il montante: mischia, irrompe Amadei e l’Inter si ritrova nuovamente in vantaggio (6-5), il vantaggio definitivo.

Partita con più scarto di gol tra le due squadre

11 Maggio 2001
Inter-Milan 0-6

inter-milan 0-6
Tabellone televisivo partita 11 Maggio 2001
By Tele+

E’ il giorno più buio dei tifosi neroazzurri, secondo solo al 5 Maggio 2002. Siamo a Maggio e le due squadre hanno subito lo strapotere delle romane e della Juventus in campionato. Squadre rimaneggiate da un’annata brutta.

Il Milan pro-tempore in mano a Tassotti, l’Inter, dopo aver esonerato Lippi, è in mano a Tardelli.

Pronti-via. E “diavolo” in vantaggio dopo appena tre minuti di gioco. Serginho, slalom tra le maglie dei difensori nerazzurri e, servizio a Comandini per la palla dello 0-1. L’Inter prova a reagire con Dalmat e Vieri. Niente di più sbagliato. Contropiede Milan e raddoppio. La firma è sempre quella di Gianni Comandini, il quale approfitta ancora una volta di un’ottima iniziativa di Serginho sulla fascia sinistra per incornare in rete.

Secondo tempo. All’ottavo del secondo tempo, su una punizione calciata da Giunti dalla trequarti, uno strano movimento di Roque Junior mette fuori causa Frey, 0-3. Se l’Inter esce dal campo con la testa, il Milan continua imperterrito a spingere, sfruttando l’out di sinistra occupato da un Serginho stratosferico.Al ’22, discesa e cross per Shevchenko che raccoglie il perfetto suggerimento del compagno per siglare la rete dello 0-4. Sheva sigla lo 0-5 poco dopo. L’ultimo gol non poteva che segnarlo la stella della serata: Serginho.

Derby di Champions League

13 Maggio 2003
Inter-Milan 1-1

inter milan 1-1
Shevcehnko in caduta insacca su Toldo
Ph. by Gazzetta.it

La Coppa dei Campioni o Champions League è stato sempre il fine ultimo delle due squadre, dove il Milan ha imperato per 7 volte e l’Inter 3. Con più squadre nazionali nella Champions League arriva un derby alle semifinali. Si ripeterà qualche anno dopo in un quarto di finale con vittoria del Milan e figura magra della Curva interista che ferisce il portiere Dida.

Qua invece ci si gioca la finale di Manchester. Vincerà il Milan, partita e poi la finale con la Juventus. In realtà è stato tutto molto più thriller. Nella partita d’andata 0-0 con il Milan in casa (valgono i gol in trasferta pur giocando al medesimo stadio).
Il ritorno. Il derby più estenuante della storia. Per dare la misura del livello di tensione a cavallo di quella prima decade di maggio, basti dire che tutti i giornali scrivono la stessa cosa: tra Ancelotti e Cuper, i tecnici delle due squadre, chi uscirà sconfitto dal doppio confronto verrà licenziato a fine stagione.
Primo tempo. Quando il primo tempo sta per finire arriva di colpo la sferzata. Seedorf imbecca Shevchenko che gli ha dettato il movimento, Sheva va via a Cordoba col primo controllo e anticipa l’uscita di Toldo mandando il pallone sotto la traversa. In un attimo diventa tutto nero per l’Inter.
Secondo tempo. L’Inter ha il suo amuleto. Vieri è assente da molto. Kallon e Ventola lo sostituiscono. Ma dalla panchina si alza l’exploit di stagione, il 18enne nigeriano Obafemi Martins. L’Inter sembra spacciata ma, circa all’80esimo, l’attaccante se ne va a Nesta e Maldini e firma il pareggio. Milan ancora in finale ma psicologicamente alle corde.
Arriva il thriller. Tiro di Kallon al 93esimo, il Giuseppe Meazza di Milano a tinte neroazzurre sta preparando il boato ma viene strozzato, a un centimetro dalla porta si supera Abbiati. Calcio d’angolo. Su un cross perfetto spunta la testa di Cordoba. Palo. Fine partita. Il Milan in finale.

In un derby d’Agosto iniziò il Triplete

28 Settembre 2009
Milan-Inter 0-4
inter.milan 0-4
El Principe Milito esulta dopo il rigore del 2-0 al Milan EPA/DANIEL DAL ZENNARO
Il Milan di Leonardo cerca di ricominciare nel dopo Ancelotti. L’Inter cannibale di successi in patria vuole il sogno Champions con Josè Mourinho. Derby di stelle. Ma in quell’Inter già si era insinuata una malattia che sfogò 9 mesi dopo nel Triplete.
La partita tra Milan e Inter, in quello strano Agosto durò pochissimo. Sneijder alla prima da titolare con l’Inter architetta. Il resto lo fanno in pochi minuti di calcetto, Thiago Motta, Milito su rigore e prima dell’intervallo Maicon. Espulso Gattuso.
Nel secondo tempo il Milan limita solo i danni. Tranne quando il drago dell’Inter, Stankovic, prende a sassate la porta del Milan e insacca lo 0-4. Da lì in poi la squadra di Mourinho sarà infermabile. Addirittura, in 9 uomini e con rigore di Ronaldinho parato da Julio Cesar, vincerà il derby di ritorno per 2-0.

Il primo derby della storia

18 Ottobre 1908
Milan-Inter 2-1 (partita giocata a Chiasso)

Marco Sala derby
Marco Sala in maglia rossonera, finirà la carriera in maglia neroazzurra

Si gioca in Svizzera la prima stracittadina: decide un gol rossonero.  Si gioca al campo del Gas, venti centesimi il biglietto, due tempi di venticinque minuti. Le porte sono più corte ma più alte, i gol si segnano sui pali che sono quadrati, una tacca, due tacche, due tacche a uno, come tabelloni elettronici fatti di legno, le reti ci sono, ma sono una novità.

Baffi lucidati dalla pomata e pantaloni tagliati per la scherma, tenuti su dalla cintura di cuoio, le casacche di lana.

Il Milan gira intorno a Pierino Lana, che ha 20 anni, e sembra Zola, piccolino, magretto, che segna e fa segnare, l’Inter su Ermanno Aebi, che ha tre anni di meno e tutti chiamano Signorina perché ha il viso delicato e i piedi da ballerina. “Match giocato accanitamente da ambe le parti” scriverà l’indomani il Corriere della Sera.

Segneranno Lana e Forlano nel Milan pieno di italiani. Ribadirà Foyer nell’Internazionale appena nata e piena di stranieri tra cui  5 svizzeri.

Inter-Milan. Storia sociale di un derby

Nacque, quindi, il 18 Ottobre 1908 la storia della madre delle stracittadine. All’inizio è una rivalità più che sportiva. Societaria, visto che i dirigenti dell’Inter sono dissidenti del primo Milan. Sociale per tanti anni fino al boom. I benestanti erano dell’Inter e venivano chiamati Bauscia (spaccone), il popolino era milanista e venivano chiamati Cacciavit (per indicare l’aspetto manovale).

Anche come si andava allo stadio era motivo di sfottò meneghino. Motoretta per i possidenti neroazzurri, tramvai per i più poveri cugini milanisti. Negli anni si è livellato l’aspetto sociale. Non quello sportivo. Padroni della città fino al prossimo derby.

Domenica 21 Ottobre, a 110 anni dal primo confronto. Adesso negli alti posti dirigenziali da una parte Paolo Maldini, dall’altra Javier Zanetti. Magari con Rivera e Mazzola presenti allo stadio. Con Gullit e Matthaus che la vedono in tv. Con Rocco e Herrera che la scrutano da lassù.

 

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