MANESKIN. Il gruppo del momento. Glam rock. Persuasivi. Con un frontman finalmente star. Da X-Factor alla presa dell’Italia intera.

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Rubrica di Lorenzo Calvani

Per chi ancora non lo sapesse, e vive su Marte (non come Sir Bowie), i Maneskin sono un gruppo rock italiano. Romani. Quartiere Monteverde. 3 su 4 della band sono minorenni, l’unico maggiorenne è Damiano David il cantante, osannato, giovane bello divo e poeta. Nuovo sex symbol.

DA X-FACTOR AL PRIMO DISCO: LA MANESKIN MANIA

Ancora, stavolta per chi vive su Giove, i Maneskin sono usciti da X-Factor (non è penalizzante). Sono arrivati inspiegabilmente secondi al talent, orchestrati magistralmente da Manuel Agnelli, che sicuramente avrà visto un po’ degli Afterhours in loro. A suon di cover magistrali sono arrivati in finale e poi hanno incantato, all’ultimo step, i milioni di telespettatori con Chosen, primo singolo inedito.

Lasciamo stare per un attimo che la parola Maneskin è la più usata nel corso di un anno. Le copertine sono piene di loro, soprattutto del cantante. I loro live sono strapieni, soprattutto di ragazze impazzite. Ogni magazine in qualche modo parla dei Maneskin.

Perchè ci fidiamo dei Maneskin? Nel mondo rap o pop-rap della musica italiana arrivano loro come un fulmine graffiante. E’ questa la voce del cantante e frontman del gruppo. Un graffio amywinehousizzante (sentite la cover di Back to Black per credere) che non pizzica il collo ma, partendo dalla pancia, sale nelle vene come eroina per sbattersi nella testa e ricadere giù a scuotere i muscoli dal ritmo.

Una dopo l’altra le canzoni dei Maneskin sono state un crescendo. Nelle realizzazioni musicali mai viene a galla una boy band. Esce fuori il groove di giovani musicisti, influenzati da John Frusciante prima maniera, da Fletwood Mac, da Amy Winehouse, e diventano corpo in un ritmo che cambia spesso pelle nelle tracce svariando con cambi repentini dal funk allo ska, al reggae, al soul.

Maneskin
I Maneskin
ph. by Il Messaggero

Cover, Video e Rock’n’Roll

Leggendo le loro interviste fanno trasparire fortunatamente i loro anni. La fama e la spavalderia. La timida arroganza. Il fascino che distrugge un paese per vecchi. Guardando i video e le performance si colora un bondage glam rock con tratti da Marylin Manson a sfumature proprio di Manuel Agnelli, dalla signorilità del Duca Bowie a un Morgan dilatato nel tempo. Ascoltando la loro musica le papille gustative si aprono. Detto da chi aspettava un gruppo così in Italia da anni.

Polivalenti in ogni cover spaziando dal rap’n’roll di Caparezza alla carica di Gimme Shelter, dalle modulazioni di Beggin all’estrema ratio di una riarrangiata acustica Back to Black, fino ad arrivare al ballo del divertimento di Let’s get it started. Le loro canzoni hanno colpito subito il segno. Dopo Chosen elettrica, funkitarra, chilli peppers, arriva Morirò da re (della quale apprezziamo la quote “Tu mostra la bellezza a questo popolo“) che li prospetta nelle più grandi tradizioni del rock italiano, dai Litfiba proprio agli Afterhours, con tematiche più vicine al sex and rock’n’roll. Ultima in ordine la poesia dai toni malinconici Torna a casa, più soft per gran parte della canzone, in più ha una seconda parte che grida rabbia, solitudine, musica che va in climax, riprende il refrain iniziale e “Marlena torna a casa” diventa un mantra ipnotico.

Il nuovo disco IL BALLO DELLA VITA: 26 Ottobre

A fine Ottobre uscirà il loro secondo disco, ma anche un docu-film sulla band. Inutile dire stra-aspettatissimo.

Ecco la track list:
01. New Song
02. Torna a casa
03. L’altra dimensione
04. Sh*t blvd
05. Fear for nobody
06. Le parole lontane (feat Marlena)
07. Immortale (feat. Vegas Jones)
08. Lasciami stare
09. Are you ready?
10. Close to the top
11. Niente da dire
12. Morirò da re

maneskin
Copertina di IL BALLO DELLA VITA, secondo cd dei Maneskin

PERFORMING: MANESKIN DO IT BETTER

Il gruppo, oltre al jaggeriano soul Damiano David, definito il Re, al basso presenta Victoria De Angelis magnetico blau engel, scatenata, porta i calzoni della band, Thomas Raggi alla chitarra, Er Cobra, preciso, pulito, rock’n’roll, alla batteria il poliedrico Ethan Torchio, elfo jazz multiritmico.

Che vedo sul palco? Performing, come dicono loro. Hanno l’outfit, hanno il performing, hanno la musica nuova di mescolanze infrageneri, ma soprattutto si comportano come delle Rock Star. Subito placati da molta critica per i loro eccessi e per il pensiero che un volo così alto e repentino abbia un direttamente proporzionale schianto a terra. Subito gli avvoltoi da spalliera hanno gettato la loro occhiataccia sul fenomeno del momento. Come se, naturalmente, piacere alle “ragazzine” sia un peccato che è dovuto solo ai Beatles e a qualche altro immenso gruppo.

Mi sento di dire 4 cose: siate rock star perchè in Italia mancano, siate ancora così a effetto perchè siete un insieme di luci calde che bruciano la pelle, dimostrate sfrontati la performance sul palco, cantate ancora in inglese perchè un giorno ci accorgeremo di essere nel mondo (parlo di noi musica italiana che annoveriamo grandi gruppi Prog esportati e voci tenorili, tranne rare eccezioni).

Per finire Maneskin vuol dire in danese “CHIARO DI LUNA“.

Sperando che Marlena torni a casa.

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