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SPIN OFF
Rubrica sulle Serie TV di Luca Scuccimarra

Proprio adesso sta per ricominciare la stagione, con nuove serie TV annunciate o nuove stagioni di serie collaudate. Quello che mi chiedo per questa rubrica è da dove cominciare per aprire il dibattito.

Da dove nascono le serie: il caso non a caso!

Sono sempre stato convinto che i migliori racconti siano nati da storie raccontatesi in un bar, in un ristorante, parlando con gli amici. Ognuno aggiunge, o inventa, un particolare, tanto da trasformare una semplice storia da “bar” in un vero capolavoro.

La cronaca di tutti i giorni è purtroppo piena di esempi che non risparmia nessuna classe sociale. Si parla di meccanici killer, come di ingegneri truffatori, di politici al limite della corruzione immaginabile, come di badanti al veleno.

Ma noi in questa rubrica non diamo giudizi di merito o sentenze imperanti. Noi ce le raccontiamo tra un caffè, una risata fragorosa e una virtuale stretta di mano ben augurale.

Le serie TV: prima, durante…

Amiamo vederle rappresentate in quello che ormai è il fenomeno in espansione delle serie TV.

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Locandina Under the dome
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Se negli anni ’80 queste serie si limitavano a descriverci le storie di simpatiche famiglie americane (Happy Days, i Robinson, Arnold, ecc.), le serie anni 90 (Lost, Under the Dome), sconfinano nel fantasy raccontando di mondi paralleli o avveniristici possibili esperimenti sociali, quasi sempre crudeli e meschini.

Raccogliendo sempre più pubblico con la scusa di guardare soltanto un episodio, senza essere costretti a reggere un film per quasi due ore, ci si ritrova a fare la “caccia alla serie”. Modi leciti e illeciti per vedere cinque, sei, o anche sette puntate di seguito e godere dell’intreccio che si districa, rivelando grandi colpi di scena.

Nell’era del digitale tutto questo vede canali interamente dedicati alle serie TV che si sono moltiplicate a dismisura. Anche se non sempre all’altezza delle aspettative, ormai abbracciano qualsiasi tematica immaginabile e non. Serie familiari, storiche, fantascientifiche, futuristiche, ambientali, commedie. Prendono spunto dalla cronaca nera, rosa e gialla e le intrecciano sapientemente per generare il fenomeno del momento.

…e adesso!

Da quando i grandi attori hollywoodiani hanno ceduto alla tentazione di interpretare ruoli di eroi quotidiani, queste serie TV, hanno raggiunto budget stellari e hanno conquistato il grande pubblico.

Personalmente non riesco a dire quale sia il mio tema preferito come ad esempio il fantasy, piuttosto che il poliziesco o la semplice commedia.

Ogni serie diventa la mia preferita tanto più si avvicina allo stato d’animo del periodo in cui mi ritrovo a guardarla. Questo perché possiamo all’improvviso diventare un giovane newyorkese rampante, piuttosto che un astronauta pionieristico su Marte; oppure entrare a far parte di una setta segreta, o più semplicemente bere una birra in un dimenticato bar della più estrema periferia londinese, dove sono stati commessi delitti orrendi, o addirittura un medico di fama mondiale che non riesce a decidere quale collega amare.

Dopo tanto pensare, mi sono detto, che la cosa più semplice è scegliere tre delle serie TV che ho amato, tanto da avvertire il senso di nostalgia alla loro conclusione, e vedere cosa ne pensate.

Sense8

La prima in assoluto, la più bella, la più originale, la più interessante e sensazionale resta a mio parere, la Serie TV delle ormai sorelle Wachowski.

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Locandina Sense8
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8 personaggi in quattro continenti diversi, nate l’8/08/1988, almeno così si ipotizza.
Sono diversi per cultura, religione e orientamento sessuale. Scoprono, o meglio accettano, il fatto di potersi connettere non solo telepaticamente, con i loro gemelli universali, ma in maniera talmente intensa da vedere con i loro occhi, sentire con le loro orecchie e emozionarsi con i loro cuori.

Due sole stagioni che si concludono con un ultimo episodio di circa due ore, ci fanno viaggiare in tutto il globo terrestre. In una semplice chiacchierata tra loro è possibile ritrovarsi tra i grattaceli di Seul o nel traffico di Nairobi; tra i geiser di Reykjavik o su un tram di San Francisco; sul set cinematografico di un film trash di Città del Messico, come in un inseguimento della polizia di Chicago.

Esiste qualcosa oltre la sotto-trama, che vede i ragazzi coinvolti in un avvincente lotta per salvarsi la pelle dai più cattivi e organizzati personaggi, appartenenti ad una specie di setta che cerca di eliminarli per convogliare il loro “potere” in qualcosa di più grande e meschino.

Il messaggio principale che vuole essere trasmesso ai loro spettatori è l’idea dell’amore liquido, senza confini ne fisici ne mentali. La sessualità assume quella dimensione che filosofi di ogni era provano a spiegare da millenni. Ovvero l’amore puro per la persona, indipendentemente dal genere in cui si nasce. Non sono ne uomini, ne donne, ne transgender. Sono persone, che hanno, e vivono delle emozioni che condividono con gli altri.

Impossibile non innamorarsi di ognuno degli otto protagonisti.

Stranger things

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Scena di Stranger Things
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Un concentrato di molta della cinematografia anni ’80, a cavallo tra “l’horror” e il “fantasy”. 

La serie TV, scritta e diretta dai fratelli Duffer, racconta il parallelismo tra universi e ci svela il “sottosopra”. Un mondo, per l’appunto, parallelo al nostro dove tutto viene vissuto in uno stato di abnegazione che porta a dimenticare i valori fondamentali della vita.

Quello che più fa innamorare di questa serie TV è ritrovarsi immersi in atmosfere alla Twin Peaks, rivivere lo spirito di avventura dei Goonies, indossare stivali alla Footloose o immaginare nuovi mondi come in Poltergeist.

Per quelli della mia generazione, che hanno vissuto questi film, la serie rappresenta uno spazio dove crogiolarsi in vecchi e nostalgici ricordi rivissuti in chiave moderna.

Due stagioni (nel 2019 probabilmente la terza), grandi effetti speciali, un cast di bambini eccellente, la serie rapisce e ipnotizza fino alla conclusione. Da gustare in inverno con cioccolata calda e copertina sulle gambe

A big little lies

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Scena di A big little lies
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Capolavoro assoluto per narrazione, la serie tratta dal romanzo dello scrittore australiano Liane Moriarty , comincia con una scena molto confusa in un luogo di un probabile delitto…no disgrazia…no incidente.

Volutamente accennata con inquadrature tagliate, come fossero degli ingrandimenti per focalizzare qualcosa nascosto dietro i fotogrammi, dalla confusione iniziale la narrazione diventa semplice. Una comunità di ricconi americani che ama sfoggiare il loro benessere, entrano in conflitto per un litigio tra bambini dell’asilo.

Un apparente dramma all’americana, che svela sapientemente e pazientemente, soltanto alla fine il punto in comune che i tanto diversi personaggi hanno tra loro. Un cast hollywoodiano d’eccezione (Nicole KidmanReese Witherspoon e Shailene Woodley), rende questa serie TV unica e appassionante tanto da esaurirsi in un’unica stagione.

Dopo aver aperto le danze, non mi resta che invitarvi a dare suggerimenti, esprimere opinioni o più semplicemente ordinare un caffè da bere insieme. COMMENTATE.

Da questo piccolo spin off della mia vita vi giungano i miei saluti!

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