4 STELLE AL BAR
Rubrica astrofisica di Franco Leone

La stella polare: cosa è?

Il termine polare viene dal greco polos, perno, cioè la stella perno, quella attorno alla quale il cielo sembra ruotare a causa della rotazione della Terra, quindi, intorno al proprio asse. Se immaginiamo di prolungare l’asse di rotazione terrestre, questo intersecherà idealmente la volta celeste in quelli che vengono definiti Polo Nord e Polo Sud celesti. Quella che noi conosciamo come Stella Polare nel nostro emisfero, è la stella più vicina al Polo Nord celeste. Naturalmente vale un discorso analogo per l’emisfero sud e allora la Stella Polare è quella più vicina al Polo Sud celeste.

Se fissassimo lo sguardo sulla Stella Polare nel corso della notte, ci accorgeremmo che le altre stelle sembrano muoversi in senso antiorario su una circonferenza centrata su di essa e questo, non è altro che il riflesso della rotazione terrestre. Molti avranno presente delle foto del cielo che rappresentano una serie di cerchi concentrici. Si tratta proprio delle circonferenze descritte dalle stelle che ruotano attorno al Polo Nord celeste, riprese con una posa di diverse ore.

Per individuare la Stella Polare, non serve fissare il cielo e cercare una stella perno, attorno alla quale le altre disegnano una circonferenza. Esiste un metodo più pratico. Si deve cercare il Grande Carro (la parte posteriore dell’Orsa Maggiore); non è difficile perché è abbastanza luminoso ed è sempre presente in cielo con la sua forma inconfondibile. Si individuino le due stelle della parte anteriore del carro e, lungo la loro congiungente, a partire dalla stella che segna il bordo superiore, si prosegua per cinque volte la loro distanza. Si arriverà così direttamente alla Stella Polare, la Alpha Ursae Minoris, la stella più luminosa dell’Orsa Minore (Piccolo Carro).

 

Strisce di stelle By Wikipedia

Perchè la stella polare non è sempre la stessa?

Sarà facile a questo punto verificare il perché del nome polare (perno). In realtà la Polare non sta esattamente sul Polo Nord celeste, ma circa un grado più lontana (due volte il diametro apparente della Luna piena). Così, a rigor di cose, essa stessa percorre una piccola circonferenza attorno al Polo Nord celeste. Nei prossimi 150 anni si avvicinerà ad esso fino a una distanza minima di mezzo grado, per poi ricominciare ad allontanarsene sempre di più, fino a lasciare il ruolo di polare ad altre stelle.

Circa 14000 anni fa la stella polare era Vega, la luminosissima stella della costellazione della Lira, una delle più luminose del cielo, che tornerà ad esserla tra 12000 anni. Altre stelle nel corso dei millenni hanno assunto, e assumeranno di nuovo, il ruolo di perno del cielo, come la Alpha Draconis. “Hanno assunto e assumeranno”, queste parole danno il senso della ciclicità delle varie stelle attorno alle quali si è visto e si vedrà ruotare il cielo.

Perché accade questo?

La Terra ha un asse di rotazione inclinato di circa 23° rispetto alla perpendicolare al suo piano orbitale attorno al Sole (piano dell’eclittica). E’ per esempio il motivo per cui si susseguono le stagioni. Sembra che sia stata la Luna a stabilizzarlo su questa posizione, altrimenti l’inclinazione sarebbe stata molto diversa o addirittura variabile, rendendo difficile l’evoluzione della vita allo stato attuale. Possiamo quindi immaginare la Terra come una grande trottola con un’asse non verticale, ma inclinato.

Tutti più o meno abbiamo avuto la fortuna di giocare con una trottola e sappiamo che se la lasciamo girare con l’asse inclinato, la sua punta disegnerà una circonferenza intorno alla verticale. È esattamente questo che fa il nostro asse di rotazione. Disegna idealmente una grande circonferenza sulla volta celeste, ma mentre una normale trottola lo fa in un tempo molto breve, esso impiega circa 26000 anni a compiere un giro completo. Questa è la ciclicità del susseguirsi delle varie stelle polari. La famosa circonferenza si chiama cerchio di precessione e permette che, molto lentamente, l’asse sia diretto verso punti diversi del cielo, quelli che si trovano sulla circonferenza e indicano il Polo Nord del cielo. Ebbene, la stella più luminosa, o per lo meno la meglio visibile a occhio nudo, più vicina alla circonferenza, è la Stella Polare.

By telescopes.stardate.org

La stella polare: prima, durante e dopo

La Stella Polare attuale è tale da più di due millenni, avendo sostituito la Beta sempre dell’Orsa Minore, anche se alcuni popoli la pensavano diversamente. Ad esempio i vichinghi la riconoscevano in una debolissima stellina, mentre gli arabi ancora mille anni fa indicavano la Beta Ursae Minor come polare e hanno chiamato l’attuale con un nome proprio che significa ladra o usurpatrice, ad indicare il furto del ruolo di perno celeste. In un migliaio di anni la Alpha Ursae Minoris si contenderà il ruolo di stella polare con la Gamma Cephei, che diventerà polare a tutti gli effetti intorno all’anno 4000. Si dovranno attendere oltre 20000 anni perché la stella più luminosa del Piccolo Carro torni ad essere il perno attorno al quale la rotazione della Terra sembrerà far muovere il cielo.

Quella dell’alternanza di diverse stelle polari non è l’unica conseguenza della precessione dell’asse terrestre. Questa è infatti alla base della cosiddetta precessione degli equinozi, che genera un interessante fenomeno su uno degli aspetti più popolari del cielo: le costellazioni dello zodiaco e, per chi ci crede, dell’appartenenza a un determinato segno zodiacale. Ne parleremo nel prossimo articolo.

TO BE CONTINUED…

In attesa del prossimo appuntamento FATEMI SAPERE COSA NE PENSATE NEI COMMENTI, ANCHE A TARDA ORA, TRA LE STELLE

 

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